"È una città bellissima, aspra, pietrosa, con mutevoli colori tra le rocce, la pianura africana, le lagune, con una storia tutta scritta e apparente nelle pietre, come i segni del tempo su un viso: preistorica e storica."
Così lo scrittore Carlo Levi rende omaggio alla città di Cagliari, ricca di bellezze e di un affascinante patrimonio culturale e naturalistico.
Cagliari è il capoluogo della regione autonoma della Sardegna, la seconda isola del Mediterraneo per estensione.
La città sorge lungo la costa meridionale e affaccia sul golfo degli Angeli, in un'area delimitata a Nord dal colle di San Michele e dalla pianura del Campidano, a Sud dal mar Tirreno, a Ovest dallo stagno di Cagliari e ad Est dalla Sella del Diavolo e dallo stagno di Molentargius.
Il capoluogo sardo per la sua straordinaria posizione geografica, è stato crocevia di genti e culture di tradizioni diverse, che ne hanno fortemente influenzato lo sviluppo sociale, culturale, ambientale ed economico.
Il nucleo urbano si estende su sette colli calcarei, corrispondenti ai quartieri cittadini, dove numerose sono le testimonianze del passato, che rivivono nella ricchezza del patrimonio storico-artistico cagliaritano.
Iniziamo a piedi il nostro tour del centro storico, visitando il quartiere medioevale di Castello, posto sulla sommità di un colle, da cui sovrasta l'intero abitato.
Il quartiere è caratterizzato da un intreccio di vicoli e viuzze, su cui affacciano edifici storici, architetture sacre, mura antiche e torri medioevali.
Presso piazza Palazzo, cuore della vita politico-religiosa della città, possiamo ammirare la cattedrale di Santa Maria, il palazzo Reale e il palazzo Arcivescovile.
La cattedrale di Santa Maria Assunta e di Santa Cecilia, è il principale luogo di culto di Cagliari, risalente al XIII secolo.
L'architettura edificata in stile romanico pisano, fu portata a compimento solo nel 1933, nel corso del seicento fu rimaneggiata secondo l'architettura barocca, mentre nella prima metà del '900 la facciata fu ricostruita in stile neoromanico.
Lungo il fianco sinistro della cattedrale s'innalza il duecentesco campanile, con una pianta quadrata e ornato da archetti pensili.
Il prospetto principale dell'edificio presenta una copertura a salienti, nella parte superiore la superficie è divisa su tre livelli, decorati con finte logge, costituite da archetti romanici sostenuti da sottili colonnine.
Nella parte inferiore la facciata è scandita da una sequenza di lesene e archetti pensili e l'accesso alla cattedrale è consentito da tre portali, architravati e sormontati da archi a tutto sesto.
La struttura è definita da una pianta a croce latina, con uno spazio articolato in tre navate con transetto e cappelle laterali, che si snodano lungo le navate laterali e il transetto.
All'interno del Duomo sono custodite numerose opere, tra queste annoveriamo i pulpiti realizzati da Guglielmo di Innsbruck, il polittico cinquecentesco dell'Annunziata, la scultura lignea della Madonna con Bambino e i quattro leoni stilofori posti ai piedi della gradinata del presbiterio, inoltre, si consiglia di scendere nella cripta-santuario collocata sotto il presbiterio.
Proseguendo l'itinerario di visita fra le strade del quartiere Castello incontriamo il bastione di Saint Remy, una fortezza costruita tra il 1896 e il 1902 sulle mura antiche della città, per collegare il Castello ai quartieri di Villanova e Marina.
Il bastione si compone di una scalinata ad emiciclo, attraverso la quale si accede alla passeggiata coperta e ad un'affascinante terrazza panoramica.
Poco distante sorge un altro monumento simbolo della città, le Torri Pisane, edificate nel XIV secolo in in Pietra Forte, su disegno dell'architetto Giovanni Capula, per volere dei Pisani.
La torre di San Pancrazio fu eretta nel 1305, con i suoi 36 metri è la torre più alta della città e sorge nel punto più alto di Castello. La gemella torre dell'Elefante, alta circa 30 metri, fu innalzata nel 1307 e deve il suo nome ad una piccola scultura raffigurante un elefante, posta su una mensola che sporge dal muro.
Fra i numerosi luoghi di culto presenti nel capoluogo sardo, una tappa imperdibile è presso il santuario di Nostra Signora di Bonaria, posto in cima al colle omonimo.
Il complesso architettonico è divenuto uno dei principali santuari mariani della Sardegna, questo si compone di un santuario in stile gotico-catalano risalente alla prima metà del XIV secolo; di una basilica risalente al XVIII secolo, edificata in stile neoclassico; da un cimitero-parco monumentale omonimo; da un convento omonimo e all'interno del chiostro è possibile visitare il Museo di Bonaria.
Secondo una leggenda, nel 1370 una violenta tempesta colpì una nave salpata dalla Catalogna, il maltempo si placò solo quando il pesante carico venne gettato in mare, di questo era parte una cassa che approdò dinanzi al colle di Bonaria.
Al suo interno era custodita una Madonna con in braccio il bambino e in mano una candela, rimasta miracolosamente accesa, attualmente la statua lignea è conservata nell'altare del piccolo santuario.
Proseguendo la nostra passeggiata verso il porto, in via Roma incontriamo il palazzo Civico di Cagliari, conosciuto anche come Palazzo Bacaredda, attualmente è la sede comunale del capoluogo sardo.
L'imponente edificio si trova nella parte bassa del quartiere Stampace, fu costruito alla fine dell'Ottocento, su progetto dell'architetto Crescentino Caselli e dall'ingegnere Annibale Rigotti.
La struttura, realizzata in in Pietra Forte, è caratterizzata da elementi architettonici in stile gotico-catalano, con ornamenti tipici dello stile Liberty.
Sulla facciata porticata, ornata da sculture bronzee, s'innalzano due torri di pianta ottagonale, sulle quali sono scolpiti i quattro mori della bandiera sarda.
Il territorio cagliaritano, oltre a vantare un ricco patrimonio culturale, vive un
rapporto privilegiato con il mare, il capoluogo sardo è una destinazione ideale per le vacanze, così come l'intera regione.
A tal proposito, un luogo d'interesse che un itinerario equilibrato non può ignorare è il Poetto, la più importante spiaggia di Cagliari, lunga circa dodici chilometri, questa si estende in un'area compresa fra la Sella del Diavolo e l'inizio del litorale di Quartu Sant'Elena.
Per gli amanti della natura si consiglia un'escursione nel parco naturale regionale Molentargius-Saline, un'area protetta della Sardegna, posta all'interno dell'area metropolitana di Cagliari.
A seguito della dismissione dell'attività di estrazione del sale, lo stagno di Molentargius è stato riqualificato e trasformato in una delle realtà più ricche di specie avifauna, celebre è la nidificazione dei fenicotteri rosa.
Infine, prima di salutare la città, non può mancare un invito alla scoperta dei sapori e delle prelibatezze enogastronomiche locali, fortemente influenzate dalla tradizione culinaria ligure e catalana.
Lungo la costa i turisti potranno assaporare le pietanze della tradizione marinara, in cui l'ingrediente principale è il pesce fresco, tra i piatti tipici ricordiamo la fregola, una specie di cous cous condito con il brodo e le vongole, i classici spaghetti con vongole e bottarga, gli spaghetti ai ricci di mare serviti con i carciofi o con gli asparagi selvatici, la cassola, una zuppa di pesci, crostacei e molluschi, le orziadas, degli anemoni di mare fritti e l'aragosta alla cagliaritana, il tutto accompagnato dal famoso pane Carasau, un pane diffuso in tutta la Sardegna.
Altri piatti tipici sono i malloreddus, degli gnocchetti di semola e zafferano conditi con pomodoro e formaggio, le panadas, delle torte salate farcite con carne o anguille, numerosi sono anche i piatti a base di carne, fra questi il famoso porceddu, un maialino da latte cotto allo spiedo, gli arrosti di cinghiale, il capretto e l'agnello.
Per i visitatori più accorti non può mancare l'assaggio dei dolci locali, come le pardulas, a base di formaggio, le seadas, farcite con miele e formaggio, le candelaus, delle palline di pasta di mandorla all'arancia e i pabassinas, dei biscotti ricoperti di glassa.
Inoltre, il territorio cagliaritano è noto per la ricca produzione vitivinicola, fra i vini più conosciuti segnaliamo il Nuragus, il Nasco, il Girò, il Malvasia, il Moscato e il Monica.