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PRECENICCO

 Udine, Friuli Venezia - Giulia
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Stemma di Precenicco
Alla scoperta di Precenicco

Precenicco: un comune a misura d’uomo e lambito dal fiume Stella, la più importante arteria di risorgive del Friuli-Venezia Giulia, che mette in contatto l’alta e media pianura friulana con il mare. Il toponimo del borgo friulano deriva probabilmente da “Precenius”, termine latino che si riferisce al nome del soldato romano che occupò questo territorio. L'abitato, oggigiorno, custodisce rilevanti testimonianze storico-artistiche e architettoniche, tra le quali è annoverata la chiesa di San Martino Vescovo. Il complesso architettonico, edificato nel 1624-25 e ristrutturato nel corso del XVIII secolo, custodisce al suo interno un altare maggiore in marmi policromi, una preziosa tela raffigurante i santi Attanasio, Antonio e Valentino e significative sculture lignee, opera di Luigi Pizzini. Ogni anno, durante il primo weekend di novembre, a Precenicco viene indetta una manifestazione per celebrare San Martino - il santo patrono della località - con concerti musicali, spettacolo degli sbandieratori e sfilate in costume. Il territorio di Precenicco è ricco di suggestivi scenari paesaggistici nei quali rilassarsi, praticare escursioni o, ancora, cimentarsi in sport outdoor. Un comune che offre molte opportunità di scoperta, Precenicco, a iniziare dalla passeggiata lungo il corso del fiume Stella, con sentieri percorribili a piedi o in bicicletta. L'itinerario, adatto a tutti e anche a famiglie con bambini, ha inizio nei pressi di Titiano - frazione di Precenicco - e si snoda per circa quattro chilometri. Un tragitto circolare alla scoperta dei tesori artistici e naturalistici della zona, come la chiesa della Beata Vergine della Neve, risalente al XIII secolo. Per esplorare l’area in maniera inedita e da una prospettiva privilegiata, infine, è imperdibile la navigazione lungo il fiume Stella, una crociera fluviale che ha inizio dal molo di Precenicco e prosegue in direzione della laguna di Marano e della nota località turistica di Lignano. Un'esperienza unica, cullati dalle dolci acque del fiume e immersi nei colori e nei profumi della natura.

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Stemma di Precenicco
Alla scoperta di
Precenicco

Precenicco: un comune a misura d’uomo e lambito dal fiume Stella, la più importante arteria di risorgive del Friuli-Venezia Giulia, che mette in contatto l’alta e media pianura friulana con il mare. Il toponimo del borgo friulano deriva probabilmente da “Precenius”, termine latino che si riferisce al nome del soldato romano che occupò questo territorio. L'abitato, oggigiorno, custodisce rilevanti testimonianze storico-artistiche e architettoniche, tra le quali è annoverata la chiesa di San Martino Vescovo. Il complesso architettonico, edificato nel 1624-25 e ristrutturato nel corso del XVIII secolo, custodisce al suo interno un altare maggiore in marmi policromi, una preziosa tela raffigurante i santi Attanasio, Antonio e Valentino e significative sculture lignee, opera di Luigi Pizzini. Ogni anno, durante il primo weekend di novembre, a Precenicco viene indetta una manifestazione per celebrare San Martino - il santo patrono della località - con concerti musicali, spettacolo degli sbandieratori e sfilate in costume. Il territorio di Precenicco è ricco di suggestivi scenari paesaggistici nei quali rilassarsi, praticare escursioni o, ancora, cimentarsi in sport outdoor. Un comune che offre molte opportunità di scoperta, Precenicco, a iniziare dalla passeggiata lungo il corso del fiume Stella, con sentieri percorribili a piedi o in bicicletta. L'itinerario, adatto a tutti e anche a famiglie con bambini, ha inizio nei pressi di Titiano - frazione di Precenicco - e si snoda per circa quattro chilometri. Un tragitto circolare alla scoperta dei tesori artistici e naturalistici della zona, come la chiesa della Beata Vergine della Neve, risalente al XIII secolo. Per esplorare l’area in maniera inedita e da una prospettiva privilegiata, infine, è imperdibile la navigazione lungo il fiume Stella, una crociera fluviale che ha inizio dal molo di Precenicco e prosegue in direzione della laguna di Marano e della nota località turistica di Lignano. Un'esperienza unica, cullati dalle dolci acque del fiume e immersi nei colori e nei profumi della natura.

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Informazioni su Precenicco

Regione

Friuli Venezia - Giulia

Provincia

Udine (UD)

Abitanti

1448

Altitudine

m. 5 s.l.m.

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BORGHI IN ZONA DA VISITARE

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Punti di interesse

Cid Torviscosa
Cid Torviscosa

La storia di Torviscosa comincia negli anni ’30 del secolo scorso con l’autarchia, che induce la SNIA Viscosa, all’epoca la più grande azienda italiana del settore dei tessili artificiali, a cercare il modo di produrre cellulosa a partire da materie prime nazionali. Nasce così questa città-fabbrica “di fondazione”, caratterizzata dagli stili architettonici cari al regime fascista e con una piazza ispirata a quelle metafisiche di De Chirico. Il nuovo insediamento residenziale, che ingloba il precedente borgo settecentesco chiamato Torre di Zuino, è collocato di fronte al grande stabilimento industriale costruito contemporaneamente e tuttora in attività. Oltre ai beni architettonici, urbanistici e di archeologia industriale, Torviscosa custodisce anche un eccezionale patrimonio documentario, fatto di fondi archivistici aziendali e comunali, mappe e progetti, grandi plastici degli stabilimenti SNIA e una collezione fotografica di circa 10.000 lastre prodotte a partire dagli anni ’30 dal fotografo Vincenzo Aragozzini per la SNIA e le sue associate in tutta l’Italia.

Centro Informazione Documentazione


Villa Manin
Villa Manin

Villa Manin è una struttura architettonica monumentale sorta nel Cinquecento per volere del nobile friulano Antonio Manin che, dopo la perdita del dominio dei mari, si concentrò sulle risorse offerte dalla terraferma, formando un’azienda agricola e mettendovi al centro una casa padronale. La famiglia Manin, trovatasi a Firenze sin dal Mille, era giunta in Friuli (Aquileia e Cividale) a seguito delle lotte tra Guelfi e Ghibellini e sostenne quel ruolo e quella politica in terraferma di Venezia che troverà pieno sviluppo nel Cinquecento, epoca in cui Antonio Manin entrò in possesso della gastaldia di Sedegliano e si insedia a Passariano. La prima fabbrica della villa è ascrivibile tra il 1650 e il 1660. Negli anni successivi i nipoti Ludovico Manin I e Francesco IV ripresero il progetto, forse aiutati dall'architetto Giuseppe Benone. L'originario aspetto seicentesco della villa differiva radicalmente da quello attuale, dovuto alle trasformazioni ed agli ampliamenti settecenteschi voluti da Ludovico II e Ludovido III (detto Alvise) e realizzati prima ad opera dell'architetto veneziano Domenico Rossi (che nel 1707 disegna la piazza quadrata e, dopo il 1718, forse realizza la monumentale esedra attuale) e poi da Giovanni Ziborghi, che tra gli anni 1730 e 1740 fece innalzare le barchesse. La sopraelevazione del nucleo gentilizio centrale, eseguita con la consulenza di Giorgio Massari, verrà invece realizzata dopo il 1745. L'ampio parco (oltre 17 ettari), situato nella parte posteriore, sembra dovuto alla volontà del "maestro di casa" Ziborghi. Il nipote Ludovico Manin la trasformerà successivamente in un complesso organico che, oltre alla funzione agricola, rispecchia altresì una volontà di rappresentanza. Consistenti interventi ottocenteschi, soprattutto opera di Giannantonio Selva, hanno modificato il parco originario restituendoci oggi un luogo complicato dai rimaneggiamenti e dalle sostituzione delle stesse essenze arboree.

Giardino Storico


Fortezza Di Palmanova
Fortezza Di Palmanova

La fortezza di Palmanova fu ideata e realizzata come struttura fortificata di confine. Attuò fin dall'inizio un compito dissuasivo: già all'epoca della guerra di Gradisca, nonostante fosse lontana dal completamento, funzionò da punto avanzato delle incursioni belliche veneziane. Il suo nome originale era Palma, simbolo della vittoria, a ricordo della battaglia di Lepanto. Il "nova" venne infatti aggiunto, due secoli dopo la fondazione, da Napoleone Bonaparte, con la costruzione della terza cerchia fortificata. Le tre cerchie fortificate, che rendono la fortezza di Palmanova simile ad una stella, non sono state eseguite contemporaneamente, ma realizzate in tempi diversi: la prima e la seconda dai Veneziani, la terza dai francesi di Napoleone Bonaparte nei primi dell'Ottocento. Agli inizi del 1593 Giulio Savorgnan presentò un preventivo di spesa riferito all'esecuzione di un solo bastione con la relativa cortina, e Bonaiuto Lorini, subito dopo, propose il progetto di una pianta poligonale a undici lati. Il 29 gennaio dello stesso anno il Senato decise per un decagono, ma il 17 settembre optò per l'ennagono, anche per ragioni economiche (più alto il numero dei bastioni e più dispendiosa la costruzione). Marc'Antonio Martinengo di Villachiara, che nel 1593 ricevette dal Senato la nomina a capo da guerra, fu inviato in Friuli a individuare un'idonea ubicazione della nuova fortezza, e presentò anch'egli al Senato il proprio progetto, che tuttavia non venne accettato. Si realizzarono invece due copie di un modello, nel quale i bastioni erano rappresentati in base alle proposte di Giulio Savorgnan, mentre la strada coperta, la controscarpa e la sezione dei parapetti su quelle del Villachiara.

Monumento Nazionale


Domus E Palazzo Episcopale
Domus E Palazzo Episcopale

Visibili nella nuova struttura sono i significativi resti di uno degli isolati della città romana, i quali si svilupparono alla fine del I secolo a.C. al di fuori dalla cinta muraria di origine, elevato quasi due secoli prima. E’ possibile visitare il complesso tramite un percorso che si snoda tra strutture e pavimenti musivi delle varie fasi edilizie del sito, visibili a diverse profondità (raggiungendo fino i 4 metri sotto il piano di campagna attuale): il visitatore potrà effettuare un emozionante viaggio a ritroso nel tempo, dunque, nel ventre di Aquileia, ammirando le strutture della domus di I-II secolo, la grande aula absidata del IV secolo, gli estesi resti musivi e murari del palazzo episcopale del V secolo. Questi ultimi sono i resti archeologici che s’incontrano per primi nel percorso di visita. La lunga sala, collegata probabilmente al complesso basilicale, faceva parte della residenza di rappresentanza del vescovo di Aquileia, la cui autorità era cresciuta in maniera significativa durante il IV secolo. Il muro occidentale divideva la sala da un’area esterna lastricata (scavata nel 2010 e oggi non più visibile), che è stato possibile datare tra la fine del IV e l’inizio del V secolo d.C. grazie al rinvenimento di alcune monete. Il mosaico databile nel corso del V secolo d.C., è suddiviso in due tappeti di diversa ampiezza separati da una fascia di tessere gialle. Nella porzione settentrionale è un motivo a piccoli quadrati concentrici attorno a un bottone nero realizzati con l’utilizzo di tessere di cotto. Il più ampio spazio di forma allungata è invece decorato da una composizione a reticolato ornata da losanghe e quadrati, impiegata anche in altri contesti cristiani di Aquileia. Al centro del percorso espositivo e al livello più profondo, si conserva parte di una casa del I secolo d.C., con i resti di muri recanti ancora la decorazione ad affresco per un’altezza di più di un metro: una circostanza straordinaria ad Aquileia in livelli di questa epoca. Il percorso si conclude con la splendida sala absidata di una domus di IV secolo, scoperta tra il 2009 e il 2010.

Domus Romana

Villa Romana Di Ronchi Dei Legionari
Villa Romana Di Ronchi Dei Legionari

Il complesso archeologico venne individuato alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso in seguito a lavori per l’acquedotto e fu messo in luce e restaurato nel corso di diversi interventi, fino al 2007. Le strutture appartengono a una villa rustica di età romana, di cui è stata scavata solo la porzione orientale, poiché la restante parte ricade nello spazio demaniale dell’adiacente aeroporto, edificata e ristrutturata in più fasi, tra la metà del I secolo a.C. e il III secolo d.C.e infine distrutta da un incendio. Sono stati riconoscuti ambienti appartenenti sia alla pars urbana, la zona destinata alla residenza del dominus (il proprietario), sia a quella dedicata alle attività lavorative. Nel primo caso, le sale di rappresentanza sono affacciate su spazi aperti (un portico colonnato, aperto sulla campagna o su un giardino, e un probabile cortile interno) e sono caratterizzate dalla decorazione pavimentale a mosaici policromi o a motivi geometrici bianchi/neri impreziositi da tarsie di marmo (restaurati e visibili nella posizione originaria), mentre in un ambiente destinato al riposo si riconosce un sistema di riscaldamento a suspensurae (pavimento rialzato da colonnine in mattoni che permettevano la circolazione di aria calda fornita da una caldaia separata), che serviva anche una vasta sala mosaicata destinata ai banchetti. Il percorso di visita è attrezzato con una passerella che attraversa il complesso e permette di apprezzare l’articolazione della villa e di ammirare i mosaici di tre vani tra i più sontuosi, restaurati e dotati di copertura. Un pannello con ricostruzioni assonometriche illustra le diverse fasi edilizie e le caratteristiche principali della struttura.

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La Sicilia è la più grande isola italiana e del mediterraneo, nonché la regione più estesa dell'Italia, la sua superficie ha una caratteristica forma triangolare. L'isola a Nord-Est è divisa dal continente dallo Stretto di Messina – un lembo di mare di circa 3km – è bagnata a Nord dal Mar Tirreno, a Ovest dal canale di Sicilia, a Sud-Ovest dal Mar di Sicilia, a Sud-Est dal canale di Malta, e a Est dal Mar Ionio.

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