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LA DESTINAZIONE DEL GIORNO

MONTALBANO ELICONA

 Messina, Sicilia
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Stemma di Montalbano Elicona
Alla scoperta di Montalbano Elicona

Montalbano Elicona: Medioevo in diretta con un dedalo di vicoli, piccole abitazioni in pietra arenaria - l’una addossata all’altra - collocate su speroni di roccia, sovrapassaggi d’età tardo-medievale e l’imponente castello svevo-aragonese, la cui prima testimonianza scritta risale al 1110 d.C. È questo il biglietto da visita del comune il cui nome, secondo alcuni studiosi, deriverebbe da “Mons albus” (monte innevato), mentre altre versioni propongono la tesi di ascendenze arabe. Studi recenti, invece, delineano l’origine del nome da Sesto Nonio Albano, latifondista romano. L'anima di Montalbano, nel terzo millennio, è da cercare anche e soprattutto nel passato e quindi nel nucleo antico del borgo, tornato a vivere con un progetto comunale di recupero e dove ogni angolo riserva una sorpresa, con i portali impreziositi da fregi di ottima fattura, effigi di animali, rose e spighe, da scoprire lentamente tra strette vie e scalinate. Su tutti domina l'elemento storico architettonico più significativo di Montalbano Elicona: il maniero Edificato su resti di costruzioni bizantine, il castello è dotato di un grande fortilizio normanno-svevo e, in basso, di un “palatium” fortificato. Al re Federico II d'Aragona si deve la ricostruzione dell'edificio e la sua trasformazione da fortezza in “regiae aedes”, residenza reale per i soggiorni estivi. L'elemento di spicco del maniero di Montalbano Elicona è la cappella reale, ricca di affreschi bizantini, nella quale sono custodite le spoglie di Arnaldo da Villanova, esponente culturale del Trecento. Poco distante dal castello si trova la piccola e trecentesca chiesa di Santa Caterina a unica navata, impreziosita da un portale in stile romanico. Da visitare è il duomo di Montalbano Elicona, la basilica minore di Santa Maria Assunta e San Nicolò Vescovo,: risalente alla prima metà del Seicento, sorge sui resti di una chiesetta dedicata a San Pietro. Il duomo custodisce una scultura di San Nicola e un notevole ciborio - entrambi in marmo e attribuiti alla scuola del Gagini - e un'"Ultima Cena” della scuola di Guido Reni. Dal sacro al profano, con un accenno ai piatti tipici di Montalbano Elicona, nei quali spiccano i “Biscotti a cimino”, una delle principali specialità dolciarie del comune, preparati con i semi di anice, dal caratteristico gusto forte e deciso.

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Stemma di Montalbano Elicona
Alla scoperta di
Montalbano Elicona

Montalbano Elicona: Medioevo in diretta con un dedalo di vicoli, piccole abitazioni in pietra arenaria - l’una addossata all’altra - collocate su speroni di roccia, sovrapassaggi d’età tardo-medievale e l’imponente castello svevo-aragonese, la cui prima testimonianza scritta risale al 1110 d.C. È questo il biglietto da visita del comune il cui nome, secondo alcuni studiosi, deriverebbe da “Mons albus” (monte innevato), mentre altre versioni propongono la tesi di ascendenze arabe. Studi recenti, invece, delineano l’origine del nome da Sesto Nonio Albano, latifondista romano. L'anima di Montalbano, nel terzo millennio, è da cercare anche e soprattutto nel passato e quindi nel nucleo antico del borgo, tornato a vivere con un progetto comunale di recupero e dove ogni angolo riserva una sorpresa, con i portali impreziositi da fregi di ottima fattura, effigi di animali, rose e spighe, da scoprire lentamente tra strette vie e scalinate. Su tutti domina l'elemento storico architettonico più significativo di Montalbano Elicona: il maniero Edificato su resti di costruzioni bizantine, il castello è dotato di un grande fortilizio normanno-svevo e, in basso, di un “palatium” fortificato. Al re Federico II d'Aragona si deve la ricostruzione dell'edificio e la sua trasformazione da fortezza in “regiae aedes”, residenza reale per i soggiorni estivi. L'elemento di spicco del maniero di Montalbano Elicona è la cappella reale, ricca di affreschi bizantini, nella quale sono custodite le spoglie di Arnaldo da Villanova, esponente culturale del Trecento. Poco distante dal castello si trova la piccola e trecentesca chiesa di Santa Caterina a unica navata, impreziosita da un portale in stile romanico. Da visitare è il duomo di Montalbano Elicona, la basilica minore di Santa Maria Assunta e San Nicolò Vescovo,: risalente alla prima metà del Seicento, sorge sui resti di una chiesetta dedicata a San Pietro. Il duomo custodisce una scultura di San Nicola e un notevole ciborio - entrambi in marmo e attribuiti alla scuola del Gagini - e un'"Ultima Cena” della scuola di Guido Reni. Dal sacro al profano, con un accenno ai piatti tipici di Montalbano Elicona, nei quali spiccano i “Biscotti a cimino”, una delle principali specialità dolciarie del comune, preparati con i semi di anice, dal caratteristico gusto forte e deciso.

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Informazioni su Montalbano Elicona

Regione

Sicilia

Provincia

Messina (ME)

Abitanti

2100

Altitudine

m. 920 s.l.m.

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BORGHI IN ZONA DA VISITARE

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Punti di interesse

Villa Romana Di Patti
Villa Romana Di Patti

La villa romana di Patti è stata scoperta nel 1973, durante i lavori di costruzione di un tratto d'autostrada, quando due piloni hanno distrutto parte del lato nord della villa a 6 km di distanza da Tindari. Anche se le operazioni di scavo sono tuttora in corso e molti vani attendono di essere scavati fino al livello del pavimento, la configurazione generale della villa è piuttosto chiara. La parte esplorata corrisponde al nucleo centrale della villa, con al centro una corte a peristilio intorno alla quale ruota la zona residenziale della villa. I vani maggiormente rappresentativi, tipici dell'edilizia privata tardoantica, sono costituiti dall'aula absidata, che si apre al centro dell'ala ovest e dal triconco, vero punto focale dell'ala sud, che dal peristilio guarda verso il mare. Il mosaico dell'aula absidata è andato distrutto, ma le pavimentazioni del peristilio e quelli del triconco sono in eccellente stato di conservazione. Il mosaico del peristilio consiste in una griglia di pannelli quadrati inseriti in una cornice continua di ghirlande d'alloro arricchite da motivi ornamentali e floreali. Il mosaico del triconco ha medaglioni circolari e ottagoni dai lati curvilinei includenti protomi animali. Il livello non elevatissimo tanto del disegno quanto della policromia sembrano indicare nel mosaico il prodotto di un'officina siciliana piuttosto che africana. Ulteriori risultati delle indagini di scavo saranno fondamentali per definire con maggior precisione la cronologia della villa che, sorta nel IV secolo d.C., fu distrutta da un violento terremoto intorno al 400 d.C.

Domus Romana


Villa Romana Di San Biagio
Villa Romana Di San Biagio

Costruita alla fine del II o inizi del I sec.a.C. in un sito abitato già dall'età ellenistica (III-II sec.a.C.), subì almeno due restauri o risistemazioni nella prima età imperiale (metà del I sec.d.C; II sec.d.C.), come indicano le modifiche apportate soprattutto al settore termale. La presenza, tra i materiali rinvenuti di ceramiche tarde e gli ambienti costruiti con materiali di risulta, recentemente affiorati con gli scavi condotti nel settore est, portano ad ipotizzare una continuità di frequentazione del sito fino ad epoca tardoantica. Al centro del lato meridionale si apriva l'ampio tablinum (sala di ricevimento), con un prospetto a due colonne e parete di fondo articolata con nicchia, probabilmente destinata a contenere una statua. Notevole è in questa sala di rappresentanza il pavimento in opus sectile (formelle esagonali in marmo) e mosaico, databile intorno al II sec.d.C. Dal tablinum si poteva accedere direttamente a tre stanze private, pavimentate con mosaici in bianco e nero. Nel settore ovest, tra il peristilio e le terme, sono stati riportati alla luce altri locali di soggiorno, alcuni dei quali mosaicati. Nell'angolo sud-ovest, ad un livello un po’ più elevato del settore residenziale, si trovavano gli impianti termale, che come di consueto comprendevano spogliatoi (apodyteria) e vani per il bagno freddo (frigidarium) e caldo (tepidarium e calidarium). Questo settore, nel I sec.d.C. caratterizzato da un piccolo bagno, fu ampliato nel II sec.d.C., con una serie di nuovi ambienti più ampi e confortevoli, specialmente per le necessità del bagno caldo. Il nuovo calidarium ebbe infatti ben due vasche, una entro nicchia, l'altra rettangolatre (vedi planimetria n.26). Tra gli ambienti realizzati nell'ultima fase, corrispondente all'età traianea-adrianea, si segnala il frigidarium con mosaico in banco e nero con scena di pesca, opera, probabilmente di un mosaicista italico.

Domus Romana


Cuba Di Santa Domenica
Cuba Di Santa Domenica

Denominata anche « 'a cubula» dai locali, la cuba di Santa Domenica è probabilmente la più importante cuba bizantina collocata in Sicilia, monumento nazionale dal 31 agosto del 1909 grazie allo studio del rudere attuato da Sebastiano Agati. L'edificio ha le caratteristiche tipiche della cuba, ovvero è rigidamente geometrico e basato su forme essenzialmente cubiche pur se allungato. Così Santa Domenica si presenta a croce latina con pianta quadrata, cupola e tre absidi. L'abside posteriore ha una bifora rivolta verso oriente affinché, secondo tradizione, durante la veglia pasquale la luce della luna piena entrando nell'edificio attraverso l'apertura desse inizio alla Pasqua. Le altre due absidi contenevano ciascuna una piccola cappella. La cuba, costruita con pietra, blocchi lavici, malta e materiali in cotto internamente era ricca di affreschi di fattura bizantina, oggi perduti. La facciata è a due ordini. Nel primo vi è l'ingresso principale che è caratterizzato da un arco ed è di maggiori dimensioni rispetto agli altri due presenti ai lati. Nel secondo ordine della facciata si trovano due finestre ed una trifora di dimensioni considerevoli. Secondo alcuni accertamenti recenti la facciata sarebbe stata preceduta da un portico o nartece per penitenti e catecumeni, mentre il tetto e la pavimentazione sarebbero stati in cotto. Le finestre hanno una particolare forma a «testa di chiodo». Nell'interno a tre navate, divise da una serie di pilastri quadrangolari, la cupola centrale è arricchita da volte a crociera e da minime tracce degli intonaci originali. Dopo anni di degrado la chiesa è stata oggetto di restauro negli ultimi anni. Dopo i restauri sono stati rinvenuti due scheletri di probabile datazione bizantina che farebbe supporre la presenza di un attiguo cimitero basiliano.

Monumento Nazionale


Parco Museo Jalari
Parco Museo Jalari

Con l’obbiettivo di ricostruire fedelmente l’atmosfera e la vita di un tempo, in cui gli oggetti sono come presumibilmente si trovavano nelle migliaia di botteghe che arricchivano e animavano la vita dei quartieri di un tempo, a “Jalari”, i quindicimila reperti situati nelle 42 botteghe artigiane, non hanno subito la decontestualizzazione che è propria dei musei tradizionali. Lungo i viali le centinaia di sculture e le fontane in pietra, scolpite dal Prof. Mariano Pietrini, accompagnano i visitatori attraverso un percorso che li porta alla riscoperta della propria identità, dalla “Confusione” (nome dato al primo viale) fino ai “Sogni” (nome del viale che conclude il percorso), passando, attraverso gli altri viali, tra i diversi stadi della mente umana: la “Riflessione“, la “Riscoperta dei Valori“, il “Dolore“, l'”Amore“, la “Creatività". Il Parco Museo “Jalari” oggi non può essere considerato solo un luogo geografico o una struttura fisica, ma deve essere considerato in primo luogo una filosofia di vita.

Parco Artistico

Terme Romane Di Bagnoli
Terme Romane Di Bagnoli

Nel 1987 a Bagnoli diverse operazioni di scavo fecero emergere i primi resti di una struttura termale, appartenente ad un'antica villa romana datata al III-IV sec. d.C. Le terme, composte da otto vani, sono state quasi sicuramente danneggiate da due eventi sismici che colpirono la Sicilia tra il IV e il V sec.D.C. Esse sono formate da tre ambienti: frigidarium, tepidarium e il calidarium. Il frigidarium, il luogo del bagno freddo era costituito da tre stanze. Il tepidarium era l'ambiente tiepido intermedio che costituiva il passaggio dal frigidarium al calidarium. Quest'ultimo ambiente era costituito da due vani ed era utilizzato per il bagno caldo o a vapore. Gli ambienti erano resi caldi grazie a delle intercapedini ricavate sotto i pavimenti e lungo le pareti dentro cui circolava l'aria calda proveniente dal praefurnium, il locale fornace. Di notevole interesse artistico sono i mosaici policromi in tassellatum (tasselli in pietra e marmo) che decorano l'intera pavimentazione.

Edifici Termali

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La Sicilia è la più grande isola italiana e del mediterraneo, nonché la regione più estesa dell'Italia, la sua superficie ha una caratteristica forma triangolare. L'isola a Nord-Est è divisa dal continente dallo Stretto di Messina – un lembo di mare di circa 3km – è bagnata a Nord dal Mar Tirreno, a Ovest dal canale di Sicilia, a Sud-Ovest dal Mar di Sicilia, a Sud-Est dal canale di Malta, e a Est dal Mar Ionio.

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