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GODIASCO SALICE TERME

 Pavia, Lombardia
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Stemma di Godiasco Salice Terme
Alla scoperta di Godiasco Salice Terme

Nel cuore dell’Oltrepo pavese, tra distese di vigneti e morbide colline, Godiasco Salice Terme è un comune in cui storia e natura si intrecciano in un legame senza tempo, una località celebre sin dall’antichità per le proprietà termali delle sue acque e per la sua posizione strategica lungo la storica Via del Sale. La sua ubicazione lo ha reso un punto cruciale di scambi commerciali, conteso nei secoli dalle grandi casate del territorio, tra cui i Duchi di Milano, i Malaspina e i Dal Verme. Nel cuore di Godiasco Salice Terme l’atmosfera d’altri tempi è rimasta intatta tra vie che anche nei nomi ricordano le corporazioni medievali delle arti e dei mestieri - via dei Fabbri, via dei Conciatori, via dei Boscaioli, via del Mulino - e i resti di una torre che faceva parte delle mura del borgo antico. L’elegante palazzo Malaspina conserva un bel portale in arenaria sorretto da due cariatidi: si trova accanto alla chiesa di Santa Reparata e San Siro, eretta nel XVI secolo su un edificio religioso risalente al XII secolo in stile romanico, di cui si scorge ancora l’originale tetto a campana. Un’attrazione di Godiasco Salice Terme è la panchina gigante n. 247 situata a quasi 500 metri sull’altopiano di Gomo, piccola frazione del comune, da dove si può ammirare un panorama che spazia dal Monviso al Monte Rosa, dal Monte Penice al Monte Giarolo. Da non perdere è anche l’appuntamento con l’Antica Fiera di San Martino, arrivata a oltre 350 edizioni, che a novembre di ogni anno ospita mercatini di prodotti tipici locali, spettacoli di gruppi folkloristici e antichi mestieri, musica popolare, sbandieratori, artisti di strada e trattori d’epoca, senza dimenticare degustazioni di piatti della tradizione e di vini del territorio. E Godiasco Salice Terme era nota come località termale già ai tempi dei romani: la leggenda narra che fu Giulio Cesare, di ritorno dalle Gallie, a far scavare il primo pozzo e a sfruttare le sue acque curative per alleviare i dolori dei suoi soldati affaticati dai combattimenti e dal viaggio. Oggi le Terme di Salice sono momentaneamente chiuse per un progetto di rinnovo che le riporterà al loro antico splendore.

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Stemma di Godiasco Salice Terme
Alla scoperta di
Godiasco Salice Terme

Nel cuore dell’Oltrepo pavese, tra distese di vigneti e morbide colline, Godiasco Salice Terme è un comune in cui storia e natura si intrecciano in un legame senza tempo, una località celebre sin dall’antichità per le proprietà termali delle sue acque e per la sua posizione strategica lungo la storica Via del Sale. La sua ubicazione lo ha reso un punto cruciale di scambi commerciali, conteso nei secoli dalle grandi casate del territorio, tra cui i Duchi di Milano, i Malaspina e i Dal Verme. Nel cuore di Godiasco Salice Terme l’atmosfera d’altri tempi è rimasta intatta tra vie che anche nei nomi ricordano le corporazioni medievali delle arti e dei mestieri - via dei Fabbri, via dei Conciatori, via dei Boscaioli, via del Mulino - e i resti di una torre che faceva parte delle mura del borgo antico. L’elegante palazzo Malaspina conserva un bel portale in arenaria sorretto da due cariatidi: si trova accanto alla chiesa di Santa Reparata e San Siro, eretta nel XVI secolo su un edificio religioso risalente al XII secolo in stile romanico, di cui si scorge ancora l’originale tetto a campana. Un’attrazione di Godiasco Salice Terme è la panchina gigante n. 247 situata a quasi 500 metri sull’altopiano di Gomo, piccola frazione del comune, da dove si può ammirare un panorama che spazia dal Monviso al Monte Rosa, dal Monte Penice al Monte Giarolo. Da non perdere è anche l’appuntamento con l’Antica Fiera di San Martino, arrivata a oltre 350 edizioni, che a novembre di ogni anno ospita mercatini di prodotti tipici locali, spettacoli di gruppi folkloristici e antichi mestieri, musica popolare, sbandieratori, artisti di strada e trattori d’epoca, senza dimenticare degustazioni di piatti della tradizione e di vini del territorio. E Godiasco Salice Terme era nota come località termale già ai tempi dei romani: la leggenda narra che fu Giulio Cesare, di ritorno dalle Gallie, a far scavare il primo pozzo e a sfruttare le sue acque curative per alleviare i dolori dei suoi soldati affaticati dai combattimenti e dal viaggio. Oggi le Terme di Salice sono momentaneamente chiuse per un progetto di rinnovo che le riporterà al loro antico splendore.

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Informazioni su Godiasco Salice Terme

Regione

Lombardia

Provincia

Pavia (PV)

Abitanti

3234

Altitudine

m. 196 s.l.m.

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Punti di interesse

Ponte Coperto
Ponte Coperto

La leggenda narra che nel 999 il vecchio ponte romano crollò e i cittadini non potevano raggiungere l'altra parte della città. Così a loro si presentò il diavolo e disse che avrebbe costruito un possente ponte in pietra se il primo che ci passerà andrà all'inferno con lui. Tra i cittadini vi era anche l'arcangelo Gabriele, il quale con un inganno fece costruire il ponte al diavolo e gli offrì un caprone. Si scatenò l'ira del Belzebù che provocò un nubifragio, così i cittadini costruirono una chiesa in onore del santo dei fiumi sul pilone centrale del ponte per tenere lontano il diavolo. Nel 1352 iniziò la costruzione sui ruderi del ponte romano un nuovo ponte, su progetto di Giovanni da Ferrara e di Jacopo da Cozzo. Il ponte è stato costruito coperto e dotato di due torri alle estremità, le quali fungevano da difesa. Nel 1583 fu sostituita la copertura con un nuovo tetto sorretto da cento piccoli pilastri in granito secondo il volere dei Visconti. I bombardamenti delle forze alleate del 1944 danneggiarono completamente il ponte trecentesco e per paura di ulteriori crolli nel 1948 il vecchio manufatto fu fatto demolire. Da allora cominciarono i lavori per un nuovo ponte, 30 metri più a valle, che potesse collegare le due parti della città. La struttura si presenta più alta e più larga di quella antica, inoltre le arcate sono più ampie e solamente cinque.

Ponti


Basilica Di San Michele Maggiore
Basilica Di San Michele Maggiore

La basilica di San Michele Maggiore è uno degli edifici del romanico europeo meglio conservato, nonostante il degrado della pietra arenaria che ne ha deturpato l'aspetto originale. La facciata risulta edificata in modo perfettamente simmetrico da un semplice reticolo di linee verticali e orizzontali, ed è racchiusa da due grandi contrafforti angolari con effetto di suggestivo inquadramento dello splendido portale centrale. In San Michele le membrature dei pilastri forti che sostengono gli archi trasversi sopra la navata centrale (lesene con riseghe angolari) e che ricevevano le nervature delle crociere originarie (sezione di colonna) salgono molto al di sopra della quota di imposta degli archi longitudinali del matroneo consentendo così l'approntamento del terzo registro finestrato. Alla cripta si accede attraverso quattro ingressi, essa è divisa in tre navate scandite da due file di sei colonne. Le pareti del transetto sono modulate da cappelle in spessore di muro.

Basilica


Duomo Di Pavia
Duomo Di Pavia

Dedicato a Santa Maria Assunta e a Santo Stefano (protomartire), è un'enorme costruzione con pianta a croce greca. Il cantiere per la cattedrale fu iniziato nel 1488 su richiesta del vescovo Ascanio Maria Sforza Visconti: la struttura restò per secoli incompleta, fino alla fine del XIX secolo, quando furono finite la cupola e la facciata, rispettivamente nel 1885 e nel 1898, secondo il progetto originale di Giovanni Antonio Amadeo. La cupola centrale, a pianta ottagonale, con un'altezza di 97 metri, una luce di 34 e un peso nell'ordine delle 20 mila tonnellate, è la quarta in Italia per dimensioni. Dopo quasi 17 anni di lavori di restauro e messa in sicurezza della cupola, nel 2013 la chiesa è stata riaperta ai fedeli. A fianco del Duomo era situata la Torre civica, di cui si ha menzione fin dal 1330 e che era stata ulteriormente innalzata nel 1583 da Pellegrino Tibaldi. La torre crollò improvvisamente la mattina del 17 marzo 1989 per cause sconosciute, provocando quattro vittime e 15 feriti, e da allora non è stata più ricostruita. Sulla controfacciata, due capolavori di epoca barocca, di mano dei due principali esponenti dell'Accademia Ambrosiana: Madonna e i ss. Siro e Antonio, di Giovanni Battista Crespi, detto il Cerano, e Adorazione dei Magi, di Daniele Crespi.

Monumenti


Orto Botanico Di Pavia
Orto Botanico Di Pavia

Si devono a Fulgenzio Witman, monaco vallombrosano, l'istituzione della prima cattedra di botanica e l'inizio dell'ideazione dell'Orto botanico pavese. Nel 1772 il conte Carlo Giuseppe di Firmian, plenipotenziario degli Asburgo per la Lombardia, suggerì di adottare come esempio l'Orto botanico di Padova. Nel 1773 furono, dunque, intrapresi i lavori per la costruzione della sede odierna. Nel 1774 venne insediato il Laboratorio di Chimica. Nel 1777, quando gli edifici dell'Orto presentavano già un assetto simile a quello attuale, assunse la direzione Giovanni Antonio Scopoli. Sotto la direzione di Scopoli l'Orto botanico pavese raggiunse un assetto comparabile a quello dei più famosi orti botanici italiani. La direzione di Scopoli portò, tra i numerosi vantaggi, una fitta corrispondenza con i più grandi orti botanici europei. La riorganizzazione dell'Orto riprese, sotto la direzione di Domenico Nocca (1797-1826) nel 1797. Giovanni Briosi (1883-1919), divenuto direttore dell'Orto, nel 1883 ne migliorò ulteriormente la qualità, aggiungendo tre serre calde. Nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale, le scelte non furono più guidate dal principio dell'innovazione, bensì da quello del maggior risparmio economico possibile. Già sotto la direzione di Scopoli avveniva la raccolta di erbari continuata poi fino alla direzione di Moretti (1826-1853). Da Giuseppe Garovaglio (1853-1882) furono rilevati gli erbari di Giuseppe Comolli e Guglielmo Gasparrini; tali erbari furono ritenuti tanto importanti da essere conservati separatamente dalla collezione generale. Risale alla direzione di Raffaele Ciferri (1942-1964) la costituzione di un erbario lombardo e di un erbario generale, pensati con l'intento di far confluire tutto il materiale presente. Alcuni erbari, ad esempio quello di Adriano Fiori, hanno in parte mantenuto forma autonoma. Da citare, tra le collezioni principali, quella micologica e quella di licheni. Ogni campione è caratterizzato da un'etichetta che reca luogo e data di raccolta del materiale e firma di coloro che l'hanno catalogato. Degni di nota sono i due grandi gruppi di azalee (Rhododendron indicum) coltivati per scopi estetici all'interno dell'Orto.

Orto Botanico

Orto Botanico Dell'università Di Pavia
Orto Botanico Dell'università Di Pavia

L'orto botanico dell'università di Pavia nasce dall'evoluzione di un piccolo orto dei semplici, luogo deputato alla coltivazione di piante medicinali. Nel 1763 venne affidata la prima cattedra di botanica al monaco vallombrosano Fulgenzio Vitman, il quale ebbe una prima idea di realizzare un orto botanico, ma il progetto non fu mai realizzato. E' invece stato il conte Firmian ad avviare i lavori nel 1773, progettando un orto botanico con annesso un laboratorio di chimica. In questo periodo fu chiamato a ricoprire la cattedra di Botanica, insieme a quella di Materia Medica e di Chimica, Valentino Brusati, che nel 1776 iniziò la costruzione delle grandi serre in legno su progetto di Giuseppe Piermarini, poi modificate da Leopoldo Pollack. Oggi l'orto botanico è dotato di un roseto, numerose serre, piante officinali, acquatiche, felci, té, peperoncini e piante autoctone. Altra peculiarità è la presenza di un esemplare secolare e maestoso di platano ibrido (alto più di 50 m), molto affascinante per i bambini, piantato nel lontano 1778 da Giovanni Scopoli in onore della venuta di Maria Teresa d'Austria a Pavia e in commemorazione della morte del famoso scienziato, viaggiatore e studioso svedese Linneo.

Orto Botanico

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La Sicilia è la più grande isola italiana e del mediterraneo, nonché la regione più estesa dell'Italia, la sua superficie ha una caratteristica forma triangolare. L'isola a Nord-Est è divisa dal continente dallo Stretto di Messina – un lembo di mare di circa 3km – è bagnata a Nord dal Mar Tirreno, a Ovest dal canale di Sicilia, a Sud-Ovest dal Mar di Sicilia, a Sud-Est dal canale di Malta, e a Est dal Mar Ionio.

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