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La sua fama è quella di capitale italiana dei murales: Orgosolo è un museo a cielo aperto e l’arte vive di strada in strada e – letteralmente - di muro in muro nelle centinaia di dipinti che costellano questo comune della Barbagia. Tutti da ammirare in un percorso ideale che si snoda tra piazze e stradine del centro storico: a partire dai primi murales risalenti al 1969 per arrivare a quelli più recenti, realizzati da artisti nazionali e internazionali che continuano a impreziosire la località con le loro opere. E che trasformano Orgosolo in uno dei comuni più interessanti nel cuore della Sardegna. Oltre ai murales, Orgosolo è patria “del canto a tenore”, il tipico canto polifonico della cultura pastorale sarda, patrimonio immateriale Unesco, che qui trova notevole ricchezza lessicale nel linguaggio delle sette note. Conoscere Orgosolo significa anche apprezzare le sue tradizioni ataviche, perfettamente conservate nei dettagli, come “su lionzu”, il tipico fazzoletto color giallo zafferano dei costumi locali. Il fascino senza tempo di Orgosolo - il più antico insediamento è neolitico, le prime testimonianze scritte risalgono al Medioevo - si può anche vivere nei suoi eventi. Due quelli principali, a iniziare dalla “Festa di Nostra Sennora de Mesaustu” a Ferragosto, che celebra la Madonna dell'Assunta e durante la quale è possibile assistere a “Sa Vardia”, una corsa equestre in cui i fantini si esibiscono in coreografiche acrobazie. Segue “Gustos e Nuscos”, che a metà ottobre è la tappa orgolese del circuito “Autunno in Barbagia”. La kermesse annuale, frequentatissima, propone un programma diversificato di visite guidate ai murales, di esposizioni artigianali e di degustazioni di piatti tipici come “pane carasau", arrosti di maiale e agnello, carne di pecora con patate - "patat'a perras" -, vino Cannonau e “Abbardente", l'acquavite autoctona. Il tutto circondato dal panorama selvaggio del Supramonte di Orgosolo, da esplorare con l’aiuto di guide esperte in percorsi che partono direttamente dal centro abitato. Fra questi, è interessante quello che porta alla dolina di su Suercone - una suggestiva voragine di duecento metri - e ad altri rari monumenti naturali come la gola di Gorropu, il canyon più spettacolare d'Europa.
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La sua fama è quella di capitale italiana dei murales: Orgosolo è un museo a cielo aperto e l’arte vive di strada in strada e – letteralmente - di muro in muro nelle centinaia di dipinti che costellano questo comune della Barbagia. Tutti da ammirare in un percorso ideale che si snoda tra piazze e stradine del centro storico: a partire dai primi murales risalenti al 1969 per arrivare a quelli più recenti, realizzati da artisti nazionali e internazionali che continuano a impreziosire la località con le loro opere. E che trasformano Orgosolo in uno dei comuni più interessanti nel cuore della Sardegna. Oltre ai murales, Orgosolo è patria “del canto a tenore”, il tipico canto polifonico della cultura pastorale sarda, patrimonio immateriale Unesco, che qui trova notevole ricchezza lessicale nel linguaggio delle sette note. Conoscere Orgosolo significa anche apprezzare le sue tradizioni ataviche, perfettamente conservate nei dettagli, come “su lionzu”, il tipico fazzoletto color giallo zafferano dei costumi locali. Il fascino senza tempo di Orgosolo - il più antico insediamento è neolitico, le prime testimonianze scritte risalgono al Medioevo - si può anche vivere nei suoi eventi. Due quelli principali, a iniziare dalla “Festa di Nostra Sennora de Mesaustu” a Ferragosto, che celebra la Madonna dell'Assunta e durante la quale è possibile assistere a “Sa Vardia”, una corsa equestre in cui i fantini si esibiscono in coreografiche acrobazie. Segue “Gustos e Nuscos”, che a metà ottobre è la tappa orgolese del circuito “Autunno in Barbagia”. La kermesse annuale, frequentatissima, propone un programma diversificato di visite guidate ai murales, di esposizioni artigianali e di degustazioni di piatti tipici come “pane carasau", arrosti di maiale e agnello, carne di pecora con patate - "patat'a perras" -, vino Cannonau e “Abbardente", l'acquavite autoctona. Il tutto circondato dal panorama selvaggio del Supramonte di Orgosolo, da esplorare con l’aiuto di guide esperte in percorsi che partono direttamente dal centro abitato. Fra questi, è interessante quello che porta alla dolina di su Suercone - una suggestiva voragine di duecento metri - e ad altri rari monumenti naturali come la gola di Gorropu, il canyon più spettacolare d'Europa.
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