Cortona è una cittadina toscana in provincia di Arezzo. Il ritrovamento in pieno centro storico di una capanna villanoviana ascrivibile alla fine dell'VIII secolo a.C., sembra confermare che l'abitato protostorico si sia sviluppato esattamente nello stesso luogo dell'insediamento ellenistico e romano, dove successivamente ha continuato a vivere la città medievale e moderna. La più antica documentazione archeologica risale al primo venticinquennio del VI sec. a.C., quando appaiono i tre grandi tumuli del piano: quello di Camucia, posto sulla strada per Chiusi, e il Primo e il Secondo Tumulo del Sodo, posti sulla via per Arezzo. Con il V secolo a. C. la città e il territorio di Cortona appaiono pienamente formati, ma solo con il IV secolo a.C. la pianta cittadina acquista una piena leggibilità grazie alla costruzione delle mura, realizzate lungo un perimetro di oltre 3 chilometri e che ancora oggi costituiscono il segno tangibile di una straordinaria continuità della forma urbana tra l'età classica e la presente. La porta urbica, meglio nota come la "Porta Bifora", rappresenta la "porta trionfale" di Cortona, dalla quale si dipartono due importanti vie, una diretta a Chiusi, l'altra ad Arezzo.
Quattro passi nella storia
Le vicende belliche, che in Etruria provocarono la "liberazione" degli antichi servi, a Cortona lasciarono le grandi famiglie aristocratiche in posizione dominante e protagoniste di un periodo di fulgore della città. L'aristocrazia tardo-ellenistica interviene nell'urbanistica, nell'edilizia pubblica e nella sfera privata, soprattutto con realizzazioni di forte impatto ideologico, come i sepolcri. I membri di questo ceto vanno a rioccupare i grandi tumuli arcaici oppure li imitano nelle nuove forme ellenistiche, attestate dalle superstiti "Tanella di Pitagora", "Tanella Angori" e Tomba di Mezzavia. Al momento dell'acquisizione della cittadinanza romana, il territorio di Cortona ha raggiunto una fisionomia ormai compiuta. Le fonti letterarie e archeologiche mostrano Cortona come un tranquillo municipium romano. Le evidenze edilizie più rilevanti sono costituite dalle grandi ville, di cui la più nota è quella di Ossaia, che alla fine della Repubblica entrò in possesso della nobile famiglia perugina dei Vibii Pansae e che all'estinguersi di quest'ultima gens venne annessa al fiscus imperiale, presumibilmente per lascito testamentario ai figli di Agrippa Caio e Lucio Cesari.La villa, il cui abbandono risale a dopo la metà del V sec. d. C., è ricca di pavimenti a mosaico che coprono un arco di tempo dal I sec. a. C. al IV al sec. d.C.
Dal Medioevo in poi
Dopo gli anni dell'alto Medioevo, che reca importanti testimonianze come S. Michele Arcangelo e l'Abbazia di Farneta, nel Duecento Cortona si erge a Comune come altre città, governata da un podestà e da un capitano del popolo. Anche i cittadini di Cortona furono divisi tra Guelfi e Ghibellini e ben presto si allearono con i perugini per resistere al predominio aretino. Nel 1232, alleati con i Fiorentini, i Cortonesi entrarono vittoriosi in Arezzo e ne asportarono le catene delle porte che attaccarono alle loro in segno di trofeo. Ma, nel 1258, gli aretini con l'aiuto dei guelfi cortonesi occuparono Cortona e la saccheggiarono. I cortonesi fuggiaschi nel 1261 con l'aiuto dei senesi e sotto la guida di Uguccio Casali rientrarono in Cortona per Porta Bacarelli, espugnandola dagli aretini. Era il 25 aprile, festa di S. Marco, e da quel giorno l'Evangelista fu scelto come patrono di Cortona. Notevole anche la presenza, in quei tempi, di Frate Elia da Cortona, progettista della chiesa di S. Francesco e dell'eremo delle Celle. Altra data importante per Cortona è il 1325: Papa Giovanni XXII, constatata l'impossibilità di una convivenza Cortona-Arezzo, creava la nuova Diocesi di Cortona e il primo suo Vescovo Ranieri Umbertini.
Segni di cultura
Numerose sono le testimonianze culturali del periodo, fra cui il Laudario di Cortona, una delle più suggestive e ampie raccolte di Laude musicate. Dal 1325 al 1409 Cortona fu retta dalla signoria della famiglia Casali, che legò il proprio nome anche alla costruzione dell'omonimo Palazzo. La storia di Cortona dal 1400 si fonde con quella di Firenze. Non emergono quindi episodi storici di grande rilievo anche se nel 1509 l'assalto subito a opera delle truppe imperiali - guidate dal Principe Filiberto d'Orange - costituisce un memorabile ricordo. Con lo stabilirsi del governo di Cosimo I Medici e fino all'assoggettamento di Siena (1555) Cortona assunse una rilevante importanza militare che si materializzò nella costruzione, sui resti della rocca medievale, della nuova fortezza medicea del Girifalco (1549) su progetto di Gabrio Serbelloni e di Francesco Lavarelli. A partire dalla seconda metà del 1500 Cortona è sede di Capitanato con tanto di titolo e prerogativa di città. Fiorirono dunque la vita artistica, culturale ed economica, come testimoniano monumenti, palazzi, chiese e pitture, opere di artisti del calibro di Luca Signorelli, Pietro Berrettini o di architetti quali il senese Francesco di Giorgio Martini. Il periodo della famiglia Lorena, al comando nel Granducato di Toscana, si traduce, per l'intera Valdichiana, in una fase di grande opere pubbliche e creazioni di infrastrutture. Prima fra tutte, i Lorena legano il loro nome alle progressive bonifiche dalla palude e alla successiva razionalizzazione degli spazi agrari, con edificazione di casali specializzati nell'ambito agricolo, che, dal nome del Granduca Pietro Leopoldo, prenderanno il nome di "leopoldine" e che ancora oggi caratterizzano dal punto di vista edilizio la piana cortonese.
Accademia Etrusca e opere
Nel 1727 è fondata a Cortona l'Accademia Etrusca a opera dei fratelli Marcello, Filippo e Ridolfino Venuti. Si tratta della prima istituzione scientifica che si è occupata del popolo etrusco e da allora ha annoverato importanti personalità, da Voltaire a Winkelmann a Muratori, fino a Pallottino. Opera meritoria dell'Accademia è stata anche la divulgazione di varie opere, tra cui la traduzione della famosa Enciclopedia di Diderot, curata da Filippo Venuti. Il 1799 vede la città di Cortona sollevarsi contro i soldati francesi e polacchi mandati dai "Giacobini francesi" al grido di "Viva Maria", dopo che Cortona era stata attaccata da quattromila soldati polacchi facenti parte degli eserciti di Napoleone. Con altrettanta decisione le popolazioni del territorio di Cortona avrebbero partecipato nel secolo seguente ai moti risorgimentali votando poi, nel plebiscito del Marzo 1860, a favore dell'annessione del granducato di Toscana al regno di Vittorio Emanuele II.
Scoprire Cortona
Iniziamo il nostro itinerario dalla piazza principale della città, piazza della Repubblica. E' proprio qui che si trova il palazzo comunale, simbolo del potere cittadino. Nel 1500 e poi nel 1800 sono state effettuate diverse ristrutturazioni, come testimonia la torre merlata con l'orologio. Una grande scalinata porta all'entrata, mentre sul lato destro del palazzo è presente una colonna con il leone, simbolo del potere fiorentino. L'interno merita una visita per ammirare la sala del consiglio comunale, dove è presente un camino in pietra del XVI secolo. Svoltando l'angolo alla destra del palazzo si entra in piazza Signorelli, dedicata al grande pittore locale che ha lasciato la sua opera più importante nel duomo di Orvieto. Nella piazza è ubicato il teatro Signorelli, centro culturale del borgo, e Palazzo Consoli, che ospita il MAEC, insieme dei musei cittadini. Nelle sale al piano terra si tengono spesso mostre di arte contemporanea, inoltre sono racchiuse le testimonianze più significative della civiltà etrusca. Tra le opere degne di nota citiamo il lampadario etrusco in bronzo, la musa Polimnia e la vergine col bambino di Luca Signorelli.
Basilica, museo e gastronomia
In piazza Duomo è situata la basilica di Cortona. La facciata è molto pulita e la struttura si articola in un'unica navata. Al suo interno sono presenti opere molto importanti: la Madonna della Manna, in terracotta dipinta del XV secolo, l'Adorazione dei pastori di Pietro da Cortona, un crocifisso ligneo seicentesco di Andrea Sellari e una tela secentesca di Lorenzo Berrettini raffigurante la Madonna col Bambino e Santi. Nella navata destra ci sono due tele seicentesche di Raffaello Vanni e Lorenzo Berrettini. Proseguiamo la visita all'insegna del museo Diocesano di Cortona. Esso è collocato nell'ex Chiesa del Gesù e sono raccolte alcune opere degne di nota degli artisti cortonesi. L'Annunciazione e il Trittico di Cortona del Beato Angelico valgono da sole la visita a Cortona, ma il museo raccoglie anche 9 opere di Luca Signorelli tra cui il magnifico Compianto sul Cristo morto. Sono presenti anche la Maestà, La Croce sagomata e il Crocifisso di Pietro Lorenzetti. Dopo una passeggiata nel centro storico cortonese, qualche accenno alla cultura gastronomica locale: alcuni piatti tipici sono la pasta al Funo, la ribollita toscana, il ciucio - nome dialettale cortonese per con cui si chiama l'oca - arrosto, i pici e i crostini neri con il cavolo.